verdena

Scritto il 27 gennaio 2015 Da In Cultura, In Evidenza, Musica Con 646 Views

Verdena: Endkadenz Vol.1 – la nostra recensione

Dopo “Wow” ci si potevano aspettare due cose. La prima: un disco singolo; due dischi doppi, consecutivi, non si fanno. La seconda: una gestazione del nuovo anno un po’ più breve rispetto a quella di Wow, ovvero quattro anni logoranti. Puntualmente i Verdena hanno smentito queste supposizioni.
Inoltre, alla fine del tour di Wow, con l’inizio della clausura nel loro “Henhouse”, gli appassionati hanno cominciato a chiedersi: e adesso? Dopo un cambio così radicale di stile e un disco così ispirato, cos’altro potranno inventarsi?
Una band che in quindici anni di carriera non ha sbagliato un disco ci ha concesso, però, un’attesa senza troppe ansie.
Attesa lunghissima (quattro anni) ripagata pienamente.
La band bergamasca ritorna con un disco diviso in due volumi (il primo in uscita il 27 gennaio, il secondo a ridosso dell’estate), a tutti gli effetti un disco doppio, diviso solo per ragioni commerciali dalla casa discografica (in totale i due volumi durano 120 minuti, quasi 40 minuti in più di Wow).
Cosa si sono inventati? I Verdena hanno ulteriormente alzato l’asticella. Se Wow spingeva la band in territori sonori totalmente nuovi, complici il pianoforte e i cori, questi Verdena si sono gettati in mare aperto e dimostrano di cavarsela anche lì, eccome.
Di ritornelli quasi non ce ne sono. La forma canzone non fa più parte del mondo della band bergamasca.

Il singolo “Un po’ esageri” è, a conti fatti, il pezzo più immediato e spensierato del disco, forse l’unico singolo possibile. La parola d’ordine del disco è, anche a detta loro, “distorsione“. Distorsione estrema e cupa sulla chitarra, distorsione sul basso (auspicabile, quasi necessaria, dopo la polizia del suono del basso di Wow), distorsione sulla batteria (il lavoro fatto sui suoni della batteria dev’essere stato estenuante)! Di cori ce ne sono pochi e sono ampiamente sostituiti dalla distorsione sulla voce, che risulta essere un vero proprio strumento aggiuntivo.
Il passo in avanti compiuto dai Verdena è l’aver saputo mescolare le carte, aggiungendone altre. La metà della canzoni di Wow era scritta al pianoforte, un’assoluta novità; in Endkadenz non ci sono più regole fisse, basti pensare che in “Funeralus” il piano a muro (new entry, nonchè l’unico strumento “pulito” presente nel disco) si amalgama perfettamente con la drum machine.
I primi cinque brani sono più immediati degli altri (se così si può dire), quasi a voler permettere un ingresso graduale in un territorio musicale molto selvatico. Non mancano però le sorprese: “Sci desertico” contiene una dose massiccia di elettronica, è una traccia che non ti aspetteresti mai, sembra quasi una canzone che i Muse non riusciranno mai a scrivere.
Qua e là sono disseminate diverse perle che da sole valgono il prezzo del disco e del concerto. Il riff di “Ho una fissa“, il finale di “Nevischio” e di “Rilievo“, “Derek” tutta,
Fino a dove si possono spingere i Verdena non si può sapere. Ma qualche certezza c’è:
– Scordatevi il gruppo di Valvonauta e più in generale fino a “Il suicidio del samurai”. Da tre dischi (e il live sarà incentrato su questi ultimi) i Verdena sono un’altra cosa, c’è un innegabile cambio di passo. Un consiglio agli appassionati che si sono fatti un’idea distorta dai tempi di Mtv è quindi quello di ascoltarsi senza pregiudizi gli ultimi dischi.
– Da una decina d’anni i Verdena sono il miglior gruppo italiano “senza se e senza ma”. Non si può prescindere da un gruppo con questa attitudine, in Italia non c’è nulla di lontanamente paragonabile.
– Wow è il più grande disco italiano degli ultimi anni e solo i Verdena potevano, non si sa come, superarlo. Facciamo crescere con gli ascolti questo volume uno e aspettiamo il volume due di Endkadenz, ma è possibile che ce l’abbiano fatta.
– I Verdena hanno tutte le carte in regola per aggiungere qualcosa al mercato della musica mondiale: non so di quanti altri gruppi italiani si possa dire lo stesso.
– L’imperdibile tour partirà il 27 febbraio da Rimini e approderà a Milano lunedì 2 marzo.
Qui sotto tutte le date, in compagnia dei Jennifer Gentle. Presto ne verranno aggiunte molte altre.

27 febbraio 2015 – Rimini Velvet Club & Factory
28 febbraio 2015 – Marghera (VE) Rivolta
02 marzo 2015 – Milano AlcatrazClub
03 marzo 2015 – Firenze Obihall Teatro di Firenze
05 marzo 2015 – Bari Dèmodè
06 marzo 2015 – Catania Barbara Disco Lab
08 marzo 2015 – Napoli CASA Della Musica Napoli
09 marzo 2015 – Roma ATLANTICO LIVE!
10 marzo 2015 – Bologna Estragon Club

Siamo stati anche al primo IN STORE alla Feltrinelli di Milano. Dopo una breve intervista, la band bergamasca ha suonato sei nuovi pezzi in acustico è poi si è concessa ai fan (alcune centinaia!) per autografi e foto.
Questa è Contro la ragione:

E questa è Puzzle:

Tags : , , , , , , , ,

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *