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Scritto il 24 febbraio 2015 Da In Zibaldone Con 497 Views

Il miracolo del tennis azzurro al maschile

In un mese e mezzo il tennis italiano ha già regalato agli appassionati cinque momenti indimenticabili. Tutte insieme hanno una portata storica, dopo anni di successi al femminile (Fed Cup, Roland Garros, tutti gli Slam in doppio) che hanno oscurato risultati che spesso e volentieri si oscuravano anche da soli.

SEPPI def. FEDERER 6-4 7-6 4-6 7-6
E’ successo al terzo turno degli Australian Open, cioè un torneo del grande Slam. Si gioca al meglio dei cinque set e battere un avversario così alla distanza è ancora più difficile: bisogna vincere ben tre set e non ci si può affidare al caso. Si gioca sul cemento e Seppi predilige la terra rossa (ma anche sul cemento ha raccolto buoni risultati in carriera), mentre Federer predilige l’erba e il cemento.
Per rendere l’idea della portata dell’impresa, dal 2004 al 2014 Federer, negli Slam su cemento ha collezionato 9 vittorie su 11 finali, 9 semifinali, un quarto di finale e un ottavo.
Per Seppi, non esattamente un giocatore spettacolare e solito a grandi exploit, una giornata da eroe. Djokovic è andato a congratularsi con lui al campo di allenamento chiamandolo Seppio, come amano fare scherzosamente i fan, e tutti i colleghi e colleghe (ma anche non addetti ai lavori) non hanno potuto che congratularsi con lui, quello che ha battuto Federer.
Il match-point riassume benissimo l’andamento del match.

FOGNINI-BOLELLI def. MAHUT-HERBERT 6-4 6-4
Il doppio non è il singolo, certo, e se guardiamo il ranking dei due in singolare la vittoria non ci sorprende poi così tanto. Il doppio però è una specialità e vincere non è facile. Gli avversari ci hanno messo del loro:

VANNI def. SOUZA 6-4 6-7 (5) 6-4
Chi è Luca Vanni? Vanni è un ragazzone di 29 anni. Talento ne ha, ma non tantissimo, quindi pensa di finire gli studi superiori prima di dedicarsi a tempo pieno al tennis. Può fare una buona carriera ma i problemi alle ginocchia impediscono sempre il grande salto. All’ennesimo infortuno al ginocchio, con il traguardo dei 30 anni all’orizzonte, uno normale avrebbe pensato di smettere. Lui no. Si mette lì e ricomincia dalla oltre seicentesima posizione del ranking e dai tornei Futures, sicuramente affronta anche qualche problema economico (in questo sport vivono tranquillamente di tennis solo poco più di un centinaio di atleti nel mondo). I risultati piano piano arrivano e a inizio 2015 prova il clamoroso salto: vuole vincere la sua prima partita nel circuito ATP. Ci riesce a San Paolo. Non solo: arriva in finale e perde solo al tie-break decisivo, ma l’impresa è già storica così.
In semifinale l’impresa più grande: batte il padrone di casa e con lui tutto il pubblico, il più scorretto del mondo forse, regalandoci delle emozioni e dell’intensità che raramente si possono provare guardando una partita di qualsiasi sport alla tv.

BOLELLI def. RAONIC 6-4 3-6 7-6(3)
Anche per Bolelli c’è di mezzo qualche infortunio di troppo e grande costanza per tornare il giocatore di un tempo. Questo Bolelli, però, sembra quasi meglio, e da 8 mesi continua a collezionare belle figure.
A Marsiglia è arrivato il primo successo su un top ten, cioè Raonic (testa di serie numero 1 e numero 6 del mondo), al tie break decisivo, giocando un gran tennis. Un tennis da top 20 di sicuro.

FOGNINI def. NADAL 1-6 6-2 7-5
Nadal: il Re della terra rossa. Fognini: un ragazzo (anche se ormai è quasi ventottenne) tutto talento e sregolatezza, che dall’estate del 2014 non ne azzeccava una in campo.
Ebbene: ha vinto Fognini. E’ vero: Nadal si è infortunato l’estate scorsa e dal rientro non è il miglior Nadal, ma sulla terra rossa rimane quasi imbattibile. Se non vince un torneo è perchè un altro top player lo batte in finale.
“Il Fogna” invece lo batte in semifinale, in rimonta, con un recupero impossibile su una palla che si era fermata sul nastro. Battere così un giocatore che utilizza prevalentemente la freschezza atletica come arma principale vuol dire umiliare l’avversario. Il telecronista impazzisce e anche noi: qualcuno, in piena notte, esultando avrà svegliato degli interi palazzi.

Tutto ciò è qualcosa che ha del miracoloso. Ahinoi non ci si riferisce al miracolo nello sfornare un talento dietro l'altro (i giocatori che ho citato vanno tutti verso i trent'anni e di potenziali successori, ancora ahinoi, non sembrano esserci), ma il messaggio è chiaro: il tennis italiano se vuole può. Una bella dose d'autostima che potrebbe anche contagiare i circoli di tutta Italia.

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